pensieri di Trentino migrante
Davanti avevamo la prospettiva di un terreno sul Pacifico
 Nel 1943,durante le vacanze, ero dalla zia Marcella a Trento.Mi aveva mandato ad Aldeno in bici a  prendere del latte.La casa del nonno era deserta.Nella dispensa c'erano due recipienti larghi,col latte con sopra la panna.Spannai un poco con la bocca,avevo messo le labbra in maniera che potevo spannare la scodella.A trombetta.Dopo passai il latte in una bottiglia.Tornai a Trento.
L'anno 1943 era speciale,tempi di guerra ormai persa;compivo nove anni e ne vedevo di cotte e di crude.Qualcosa combinavo anchio,se potevo.Dopo una permanenza di un mese,dalla zia a Trento,tornai dal nonno ad Aldeno.

 Mentre eravamo in campagna,a lavorare,un giorno, assieme a zia Gusta e ai fratellini Marcello e Valerio.Piu´che lavorare stavo osservando una di quelle cavalette grandi:una "marugola" messa sulle foglie di una vigna.
    La valle era tranquilla,un gioiello di valle,presto le vendemmie.
    Cominciammo cosi´dal niente a sentire rumore di motori aerei aumentare e avvicinarsi.
    Dopo venne un finimondo.Eravamo alla "Volta" di fronte all'Acquaviva,e sentimmo nell'aria calda di settembre,un avvicinarsi di cose mai provate prima:un rombo che cresceva.Presto,in breve tutto il cielo era pieno di aerei e motori.delle postazioni nascoste di contraerea sparavano e si vedeva qualche nuvoletta sul cielo vasto e chiaro.Gli scoppi su alti deboli. Dovevano aver cominciato a  sganciare quando piu´su erano sopra  Trento.
Noi eravamo sotto ,dentro  uno spettacolo enorme e immane indescrivibile.
La zia era impazzita dallo spavento e ci fece nascondere sotto la pergola.
  Sentivamo gli scoppi distanti,le difese contraeree che sparavano. E una quantita´di aerei che riempiva tutto lo spazio sopra la  gia´tranquilla e sonnolenta valle.Un avvenimento innaspettato ,mai vista prima da noi ragazzini.
  Quel giorno era íniziato il primo bombardamento su Trento.

  Partendo per il Cile lasciavamo indietro anche quelle esperienze li´.

Eravamo partiti a meta´di dicembre -del 1952-dal paesino agrappato alle pendici del Fravort ,in val dei Mocheni.
Quando il camioncino, con le cose raccolte alla meglio,che avevamo deciso di portarci, stava scendendo verso valle,  cominciavano a cadere i primi fiocchi di neve.Era ormai inverno  ed eravamo sui 1200 metri!
   Li avevamo abitato negli ultimi 3 anni.
Come Lucia potevamo dire:
Addio abeti e larici,castani e nogare,funghi prataioli,addio torrente Fersina, sotto in fondovalle e gli amici...
Addio prati , boschi e sentieri dove avevamo fatto le nostre escursioni e cercato di passarci il tempo come meglio potevamo.Addio ufficio comunale dove ero stato occupato. E la scuola per i miei fratellini piu´piccoli dove avevano imparato a leggere e scrivere.Sempre inquieto,io,che il tempo passava e li non succedeva molto.Non c'era nessun avvenire!
Ma il sogno americano era li´ormai a portata di mano,mi pareva difficile da comprendere.

 Li´cominciava il nostro viaggio che ci portava in America,in Cile.
Scesi in valle,per arrivare al capoluogo.
  Trento,allogiati alla meglio; discorso dell'Assessore avv.R., il treno e finalmente dopo un lungo viaggio:a Genova.Nella casa dell'emigrante,dimora  breve di qualche giorno.
 

  Un mese dopo arivammo. Porti e paraggi nuovi,pesci volanti,pasti buoni,di solito,qualche breve periodo di burasche e mal di mare,ma tutto considerato un bel viaggio.Altro che Costa Concordia!

  Il 17 eravamo a Coquimbo a pochi km di distanza dal nostro futuro insediamento.
La nostra nave,la Antoniotto Usodimare, al mattino,stava ferma  nella rada e noi a guardare sotto il mare e discorrendo a come arrivare al porto,il molo.Piu in la´la riva e il paesaggio attorno.Sorprese a non finire.Era tutto differente da come ci aspettavamo.
  Avevamo attraversato il Mediterraneo,Genova,Barcellona,Venezuela dopo l'Atlantico,le Antille Olandesi-li sembrava di essere in Europa-la Colombia,Canale di Panama,Guaiaquil nell'Equatore,Callao e Lima e infine la costa brulla e secca del Cile.Che poi si era leggermente addolcita navigando verso il sud.
 Infine eravamo arrivati...ormai stuffi di navigare.

 Specialmente noi piu´grandi avevamo goduto del viaggio,malgrado gli inconvenienti di qualche giorno di mal di mare.Ripensandoci avevamo misurato un circolo attorno al mondo,giu´di traverso. Avevamo visto molto e fatto delle considerazioni sulla poverta´di tanti luoghi fuori dall'Italia e dall'Europa.
  Lostesso, vedendo molto sottosviluppo e poverta´,pensavamo come sarebbe andata la faccenda,e che malgrado tutto,e sperando che  col nostro impegno dovesse andarci bene.
Vedere mappa google terra sul 30 esimo paralello sud-avenida Cantera Huachalalume,SanRamon sulla strada per Ovalle.
qui eravamo agli inizi delle nostre permanenze estive dal nonno e le zie.Durante una visita di papa´.
La preparazione del zaldo o granoturco o mais.


Per lunghi periodi noi ragazzini piu´grandi ,abitavamo dal nonno Miro in Val d'Adige.Parlare di ferie era uno sproposito,il nonno lavorava la campagna,e bisognava darsi daffare ad aiutare a svolgere le attivita´necessarie.Spesso andavamo la´, ingolositi e atratti dalla FRUTTA di certe piante che aveva piantato fra i coltivi di altre cose.Pesche sugosissime,cigliege,pere,prugne ribes e altro.
   Sentivamo un grande bisogno di frutta.Forse ci mancava qualcosa nella nostra piuttosto scarsa cibaria casalinga.Era anche cominciata la guerra.
   Ma,penso, anche, forse spinti dal nostro buon cuore di aiutare il nonno,che manacava di aiuto.
Sarebbe stato sufficiente stare li un breve tempo,invece le cose andavano per un altro verso.
  Ci tenevano bene occupati,magari a strappare, cavare l'erba, a mano naturalmente,badare e pascolare gli animali,-il bue e una mucca-coltivare e seguire  le semine.Una serie di attivita´a non finire.C'era come una pausa estiva  quando tutto era in crescita e non occorreva fare molto.
  Salvo il compito non leggero di sguazzar le viti col verderame.Che eseguiva tutto lui ,il nonno.E si vedeva che portare tutte quelle macchine di miscela sulle spalle, lo sfiniva.Era  tutto coltivato anche sotto le pergole con i strametti,da dare ai nostri due animali maggiori.
  Senza i mezzi meccanici a venire tutti i lavori venivano eseguiti a mano con l'aiuto del bue che tirava gli atrezzi.Passo dopo passo.
   Naturalmente c'erano le cigliege,e dopo, pere primaticce,le prugne,le pesche e infine l'uva.

  C'erano periodi ed episodi interessanti che ci prendevano,come...in autunno dopo la vendemmia dell'uva.
In autunno dopo la raccolta del granoturco ossia el zaldo bisognava scorzar le panocchie,farle a grappoli per appenderle a seccare.Era un lavoro che efettuavamo la sera cosi ´si faceva anche filo´ e si raccontavano storie.Arrivava lo zio Ruz e c'era il nonno e qualcunaltro,e noi ascoltavamo delle vicende e delle loro avventure, della prima guerra e quelle che non conoscevamo della seconda.Si lavorava e si raccontava.Dopo scendevamo dal cameron. Dalla teza e in cucina seduti attorno al tavolosi mangiava la beca che intanto aveva preparato la zia Gusta.E la zucca cotta, anche quella molto gustosa.Con la becca, (torta) bisognava stare attenti che i chicchi di uva fresca che v'erano dentro non fossero troppo caldi.Scottavano.
    Erano delle serate di festa,per tutti noi,ragazzi e adulti, per conoscere e avvicinare altri parenti. e sentire le chiacchere e le loro storie.,di avvenimenti vicini e lontani.
 

I resti del castello di Ossana nella Val di Sole.Vi abitammo negli anni 40.Sullo sfondo alcune delle cime del gruppo dell'Ortles
Gente Trentina
Storie e avvnimenti della famiglia di Tonolli Mario(1906-1975) e Carmela Alessandrini (1906-2006),dei figli e di altri emigranti Trentini facenti parte della colonia San Ramon-Rinconada;dell'emigrazione trentina in Cile nel 1952.Organizzata anche con la partecipazione della Regione Trentino Alto Adige.
L'autore Piergiorgio Tonolli era gia stato giovanissimo(18 anni ) come lavoratore agricolo in Svizzera,nell'estate/autunno del 1952.E dopo una breve sosta in Italia(15 giorni!?) s'imbarcava sulla motonave"A.Usodimare" assieme ai genitori e ai fratelli,e un gruppo di altre famiglie trentine. Con la fantastica destinazione: il Cile,l'allora misterioso e sconosciuto paese aldilla´ di monti e tanta acqua di mare.
  La rimanemmo
per quasi 10 anni, lunghi e spesso difficili, ma anche allegri e contenti,a seconda delle circostanze.
Questa e´anche la storia minuta delle vicende del Trentino e della  gente trentina.

vedere anche/sotto
http://groups.msn.com/trentinosfolk
Ormai nella "parcela"scrutando il futuro di quella storia difficile,col compito di progredire e crescere.
La nostra storia 1
Una breve introduzione alla mia storia: Nato a Tenna ,un paesino del Trentino. Italiano! Sono nato sotto il regno d'Italia nel 34,tanti anni fa dunque. A Pellizzano (Val di Sole)ho frequentato l'asilo infantile e la scuola elementare, e a Fierozzo: la media per corrispondenza(Istituto Volonta´di Roma) .Occupazioni diverse:ufficio a Fierozzo,mesi di manovalaggio nella costruzione di una strada,lavoratore agricolo,piazzista,autista di camion in Cile.Studi superiori,piu´tardi,dopo in Dk,dove ero ri-emigrato.E tuttora ivi residente.
  Il Trentino,ai miei tempi,era una zona piuttosto evoluta per tanti aspetti,certo meglio di oggi dove la vallata principale dell'Adige e´diventata un grande arteria e svincolo del traffico locale e europeo.Anche allora,tutti sapevano leggere e scrivere.(Magari male).Evoluta forse ma povera allora.
  Ero molto fiero dei miei paraggi,monti e valli, fiumi e torrenti.Lo ritenevo il luogo migliore d'Italia e del mondo.Era e poteva essere un luogo interessante per incominciare la propria esistenza.

  Quando nel '40 iniziai a frequentare la scuola, quasi nello stesso periodo cominciava la seconda guerra mondiale.Prima distante,in Albania,Africa,poi sempre piu´vicina a noi.Sulle nostre teste.Rombi di aerei,bombe,contraerea,razionamento,notizie infauste di morti.Invalidi che tornavano a casa.La guerra  danneggio´parecchio la mia famiglia e quella di parenti e conoscenti e di tanti altri.Oltre a tutto il Paese e la comunita´nostra.
   Ne uscimmo da quella catastrofe vinti e piu poveri che mai.Dopo quella e altre batoste pensai che nel nostro paese era difficile avere un posto al sole.

   Cominciai a uscire dall'Italia,a fare la vita dell'emigrante,andando in Svizzera come operaio agricolo.A Walzenhausen sul lago di Costanza.Luogo incantevole e tutto considerato una costruttiva e anche bella esperienza.Dopo emigrammo tutta la mia famiglia,genitori e fratelli in CILE.Sempre nel 52 in dicembre.

Questa vuole essere una presentazione di fotografie della mia esperienza,dell'infanzia,gioventu´,in Trentino e Cile.Fotografie di famiglia e di paesani e gente del posto.E cartine della zona.
 E´mia intenzione di fare una edizione stampata di questa storia piu´tardi.
Eccoci in Cile,nei primi tempi provando la cavalla CEREZA e il puledro appena acquistati.Prima di andare a Messa.Una Domenica inizio 1953.
Immagini di trentini in giro per il mondo

Seguono fotografie e notizie sugli avvenimenti di quei tempi.Una delle prime dovrebbe essere" la casetta sul pendio",davanti alla vallata o spianata delle haciendas.Affaciata sulla prima hacienda quella dei Schaeffer "Corazon de Maria"Poi giu´ giu´un susseguirsi di altre haciendas coi terreni ben coltivati,questo sempre in direzione sud.Dove la notte brillava la "Croce del Sud".In mezzo a miriadi di stelle come non ne avevamo viste tante in Italia.
E una cartina dell'insediamento della nostra abitazione con il pozzo dell'acqua e lo stradone per La Serena.(questultima in redazione)

Questa la tipica foto della campagna cilena,nell'autunno nella zona del Norte Chico.Con il carro con ruote giganti comune in tanti luoghi del paese e dell'America Latina.
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09.12 | 13:11

Qui siamo negli anni 40,temoi di guerra che stavamo...forse non ancora perdendo.Un mondo semplice e decisamente modesto.

...
20.10 | 18:17
Dal Trentino al Cile har modtaget 4
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